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Mezzogiorno, 505 milioni per ricerca e sviluppo: al via “Scoperta imprenditoriale II”

La misura del Mimit finanzia progetti innovativi in Campania e nelle altre regioni del Sud. Precompilazione delle domande dal 24 settembre, sportello aperto dal 7 ottobre

Oltre 505 milioni di euro per sostenere ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico delle imprese del Mezzogiorno. È la dotazione di “Scoperta imprenditoriale II”, la nuova misura promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy destinata a finanziare progetti nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il decreto direttoriale definisce tempi e modalità per accedere alle agevolazioni previste dalla misura, disciplinata dal decreto ministeriale del 19 maggio 2026. Le imprese interessate potranno precompilare le domande a partire dal 24 settembre 2026, mentre lo sportello per la presentazione delle istanze sarà operativo dalle ore 10 del 7 ottobre.

L’obiettivo è favorire investimenti capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo meridionale attraverso attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione o all’innovazione di prodotti, processi e servizi.

I progetti dovranno essere coerenti con le aree della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) oppure individuare nuove traiettorie tecnologiche e applicative. La misura punta infatti non soltanto a finanziare attività di ricerca, ma a produrre un concreto avanzamento tecnologico attraverso l’impiego delle tecnologie abilitanti fondamentali.

Particolarmente significativa la struttura delle agevolazioni. È previsto un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili, con un tasso ridotto dell’80% e una durata fino a otto anni, affiancato da un contributo a fondo perduto differenziato in base alla dimensione del soggetto beneficiario.

Il contributo può arrivare al 40% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese, al 30% per le grandi imprese e fino al 60% per gli enti di ricerca. I costi finanziabili riguardano attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e devono essere sostenibili e conformi al principio DNSH.

Per la Campania, così come per le altre regioni meridionali interessate, si apre quindi una nuova opportunità per imprese e sistema della ricerca: oltre mezzo miliardo di risorse nazionali per accompagnare investimenti innovativi, favorire il trasferimento tecnologico e trasformare ricerca e competenze in nuovi prodotti, servizi e processi produttivi.

La fase operativa partirà dunque il 24 settembre, con la possibilità di predisporre le domande attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile, in vista dell’apertura ufficiale dello sportello il 7 ottobre 2026.

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