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Gli attacchi informatici, in Italia, aumentati del 169%. L’analisi Confindustria e Generali

E’stato presentato a Roma il primo Rapporto Cyber Index PMI. L’idea è quella di un indice che misura lo stato di consapevolezza in materia di rischi Cyber delle Pmi. Realizzato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e con la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il rapporto monitora nel tempo il livello di conoscenza dei rischi Cyber all’interno delle organizzazioni aziendali e le tecniche per la gestione di tali rischi. 

“I numeri dimostrano che la protezione dei dati è ormai un tema ineludibile”. Cosi Agostino Santoni, vice presidente di Confindustria per il Digitale.

“Dal 2018 al 2022 gli attacchi informatici – dice – a livello globale sono aumentati del 60% e, solo in Italia, nel 2022, del 169% su anno; nel manifatturiero +191,7% e la spesa in cybersecurity ha raggiunto 1.590 milioni. Nella sfera imprenditoriale è considerata un fattore strategico di competitività. Per questo Confindustria si è impegnata a sensibilizzare il proprio Sistema associativo sulla cybersecurity, con particolare attenzione alle Pmi”.

Per Giancarlo Fancel Country Manager & CEO di Generali Italia, “l’inizaitiva vuole contribuire in maniera concreta a diffondere tra le imprese la cultura della Cyber sicurezza, ad accrescere la consapevolezza della vulnerabilità rispetto al rischio informatico e a sottolineare l’importanza dell’adozione di adeguate soluzioni di protezione”. 

“Promuovere l’innovazione e favorire la trasformazione digitale delle Pmi significa ha sottolineato invece Bruno Frattasi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza – metterle in condizione di saper gestire il rischio derivante dagli incidenti informatici. E’ fondamentale fornire alle aziende strumenti di autovalutazione come il Cyber index Pmi per comprendere il grado di maturità nell’affrontare la minaccia Cyber e predisporre opportune misure tecnologiche e organizzative per alzare il livello di protezione”. Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano, conviene che “le difficoltà a stanziare fondi e a internalizzare figure professionali dedicate rendono complesso identificare minacce e priorità di azione e spesso l’approccio al rischio Cyber è solo di tipo artigianale”. 

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